C’è un momento, verso metà settimana, in cui chi non scia smette di sentirsi il “problema” del gruppo e comincia a godersi davvero la vacanza. Succede a Moena più spesso che altrove. Perché in questo paese il programma alternativo alle piste non è una lista di ripieghi, è una proposta a sé stante, con la propria identità e i propri ritmi.

Ecco cosa aspettarsi d’inverno, sci ai piedi o no.

Ciaspolate: la montagna invernale nel suo formato più autentico

Le ciaspole trasformano completamente il rapporto con la neve. Non c’è velocità, non c’è folla, non ci sono impianti. C’è solo il suono della neve sotto i passi, il bosco che diventa silenzioso e bianco, e quella concentrazione silenziosa che arriva quando il terreno richiede attenzione.

Vicino a Moena esistono itinerari per ogni livello. La proposta più richiesta in assoluto è la ciaspolata “Specchio delle Fate” al Passo San Pellegrino: circa due ore di cammino attraverso il bosco con giro del laghetto ghiacciato — talmente richiesta da essere programmata sia il martedì che il sabato. È adatta anche a chi calza le ciaspole per la prima volta.

Per qualcosa di più evocativo: la conca del Rifugio Fuciade, raggiungibile a piedi dal Passo San Pellegrino in circa 45 minuti su strada battuta, è uno dei luoghi invernali più fotografati delle Dolomiti. Tra antichi tabià e visuali sulle Pale di San Martino, d’inverno si raggiunge anche con la slitta trainata da cavalli. L’itinerario non richiede necessariamente le ciaspole, si cammina bene anche con gli scarponi su neve battuta.

Per chi vuole la quota senza fatica: la funivia del Col Margherita permette di salire a 2.500 metri e ammirare un panorama a 360° sulle Dolomiti, con il racconto della storia dei monti di cristallo. In caso di nebbia in basso, qui sopra spesso c’è il sole.

Le escursioni con accompagnatori sono disponibili ogni attraverso Moena Outdoor, incluse nel programma settimanale convenzionato per gli ospiti del Cavalletto.

Il Carnevale Ladino: quando Moena si trasforma

C’è una cosa che distingue una settimana bianca a Moena del martedì grasso da tutto il resto dell’inverno: il Carnevale Ladino.

Le origini di questa celebrazione si perdono nel tempo e si legano al simbolismo del ciclo delle stagioni — i festeggiamenti segnano la fine dell’inverno e danno il benvenuto alla rinascita primaverile. Non è uno spettacolo organizzato per i turisti. È una festa autentica, radicata nel tessuto sociale della valle, che i moenesi vivono con fierezza genuina.

Le maschere tipiche di Moena sono due: gli Arlechins — con cappello a punta, campanacci, pantaloni coloratissimi e viso coperto da un velo bianco — che corrono inseguendo i bambini con una frusta; e i Lonc, figure alte che nascondono uomini su trampoli coperti da un lenzuolo bianco, che compaiono al calar della sera per spaventare i passanti.

El Carnascial de Moena ha luogo il martedì grasso con la sfilata dei carri allegorici in Piaz de Sotegrava e tra le maschere partecipa anche il rione Turchia, i cui abitanti sfilano in abiti da sultani e odalische, ricordando un’origine leggendaria di quella parte del paese.

Se il tuo soggiorno coincide con questo periodo, è una delle esperienze invernali più originali delle Dolomiti.

Sci di fondo: il silenzio come disciplina

Meno conosciuto dello sci alpino, lo sci di fondo merita attenzione. Il Centro Fondo Alochet si trova sui prati che scendono verso Moena, nei pressi del Passo San Pellegrino, ed è dedicato allo sci di fondo e alle discipline nordiche. Per chi non ha mai provato è una disciplina che richiede coordinazione più che forza ed è accessibile con una sola lezione iniziale.

I tracciati del San Pellegrino, immersi nel paesaggio innevato tra Trentino e Veneto, sono tra i più scenografici della zona. E dopo una giornata di fondo, la sensazione fisica è quella di un allenamento vero.

Salire in quota senza sci: impianti aperti ai non sciatori

Non serve uno skipass per salire in quota. Molti impianti del comprensorio Alpe Lusia – San Pellegrino sono accessibili ai non sciatori con un biglietto singolo, e permettono di raggiungere terrazze panoramiche a 2.000-2.500 metri dove il paesaggio invernale assume una dimensione diversa da quella che si vede dal basso.

In giornate limpide, la terrazza della stazione a monte dell’Alpe Lusia regala una vista sul Catinaccio, le Pale di San Martino e, nelle giornate più chiare, la Marmolada, che in inverno appare completamente ricoperta dai ghiacci. È uno di quei punti in cui anche chi la montagna la frequenta da anni si ferma a guardare.

Cosa fare a Moena se non si scia

Pranzare in rifugio: l’esperienza gastronomica che nessun ristorante in paese può replicare

La differenza tra mangiare al ristorante e pranzare in un rifugio in quota non è solo nel panorama. È nell’atmosfera, nel legno delle pareti, nel vapore del brodo, nella soddisfazione di aver fatto qualcosa per arrivarci — anche se quel qualcosa è stato solo una cabinovia.

Sia il Rifugio Fuciade che le strutture sull’Alpe Lusia propongono cucina ladina e trentina: canederli in brodo, polenta con spezzatino di cervo, gulasch, formaggi di malga e strudel fatto in casa. Al Fuciade, la pasticceria interna sforna ogni giorno dolci diversi — uno dei dettagli che i clienti citano quasi sempre al ritorno.

Il paese di sera: perché Moena d’inverno funziona anche dopo le 17

Quando gli sciatori rientrano dalle piste e si chiudono nelle camere, il centro di Moena si anima in modo discreto ma autentico. Le luci del paese, le vetrine delle botteghe, i caffè con i tavoli vicino al fuoco — c’è quella qualità dell’atmosfera invernale alpina che a Moena si trova in modo più genuino rispetto alle grandi stazioni di montagna.

Il centro storico pedonale funziona tutto l’anno: nessun traffico, nessun rumore. Passeggiare la sera lungo Strada de Fachin o fino alla chiesa di San Vigilio, con la neve sui tetti e il cielo pulito di alta quota, è uno di quei momenti che difficilmente si dimentica. Se poi incappi anche nel mercatino di Natale e ti ritrovi immerso nell’atmosfera delle feste tutto diventa ancora più magico.

Il centro benessere: il rituale serale che chiude la giornata

D’inverno la spa cambia di significato. Non è più il completamento di una giornata attiva — è il momento in cui il freddo esterno si trasforma in calore, il contrasto tra l’aria gelata fuori e il caldo della sauna diventa quasi fisicamente percettibile.

Il centro benessere del Cavalletto è incluso nel soggiorno, senza supplementi. In inverno, con le Dolomiti innevate che ti aspettano fuori o che ti hanno ospitato per tutto il giorno, l’effetto è notevolmente amplificato. Dolomiti

Programma tipo per chi non scia a Moena

Orario Attività
Mattina Ciaspolata guidata al Passo San Pellegrino (o sci di fondo)
Mezzogiorno Pranzo al Rifugio Fuciade in carrozza o a piedi
Pomeriggio Risalita al Col Margherita o passeggiata in paese
Tardo pomeriggio Centro benessere
Sera Cena in hotel con cucina ladina dello chef Lele

Non è una giornata di ripiego. È una giornata piena, con una logica propria.

Stai pensando a una settimana bianca a Moena? Scopri le disponibilità invernali dell’Hotel Cavalletto — nel centro del paese, con centro benessere incluso e programma settimanale di attività guidate.