Il pranzo in quota ha una logica propria. Le gambe si fermano, il paesaggio si apre e quello che arriva in tavola è fatto con quello che cresce a pochi chilometri da dove sei seduto. In Val di Fassa questa logica funziona particolarmente bene perché la densità di malghe, rifugi e agriturismi attorno a Moena è tra le più alte delle Dolomiti e la qualità media è sorprendente.
L’Hotel Cavalletto serve la cena ogni sera. Il pranzo è l’occasione per esplorare la valle.
Malga Panna: la stella Michelin a 1.400 metri
A cinque minuti di cammino dalla frazione di Sorte, raggiungibile da Moena in dieci minuti a piedi o in auto, Malga Panna è un’antica malga trasformata in ristorante negli anni Cinquanta dalla famiglia Donei, con una Stella Michelin dal 1993 dove lo chef Paolo Donei lavora i sapori locali in chiave contemporanea.
Prenotazione obbligatoria, chiusa il martedì. La passeggiata da Moena verso Sorte dura circa trenta minuti su sentiero nel bosco e molti ospiti del Cavalletto la inseriscono nella mattinata e ci pranzano nel mezzo, poi rientrano a piedi nel pomeriggio. La combinazione funziona bene.
Malga Peniola: la cucina di malga autentica con terrazza su Moena
Continuando dal pianoro di Sorte verso il bosco, si arriva alla Malga Peniola a gestione familiare, cucina senza rivisitazioni creative, terrazza da cui si vede Moena illuminata nella valle.
Piatti della tradizione locale: tagliatelle con speck e funghi porcini, frittelle di mele, coppe di panna con frutti di bosco. Nelle immediate vicinanze c’è una piccola cappella di montagna che vale una sosta. Raggiungibile anche in auto da Moena — la stradina si fa stretta verso la fine, utile saperlo prima di partire.
Rifugio Fuciade: cucina seria in una conca fuori dal tempo
Il Rifugio Fuciade merita una descrizione gastronomica separata dagli articoli sulle escursioni, perché la cucina vale il viaggio da sola, indipendentemente dal sentiero.
Costruito negli anni Sessanta da tre sacerdoti e ristrutturato nel 1983 dagli attuali proprietari, sorge a 1.972 metri nella verde conca di Fuciade, il cui nome deriva da “fauciade”, il luogo dove si falcia, ai piedi della Catena del Costabella, con vista sulle Pale di San Martino e sul Col Margherita.
La cucina rispetta la tradizione ladina con tocchi creativi: gnocchi di polenta al formaggio di malga, ravioli di patate con burro affumicato, filetto di cervo con riduzione ai mirtilli, strudel caldo con crema alla vaniglia. Pane e dolci sono fatti in casa, prodotti nel laboratorio di pasticceria interno. La selezione dei vini privilegia piccoli produttori locali e cantine alpine.
Dal Passo San Pellegrino si raggiunge con 45 minuti di cammino su strada sterrata, praticabile comodamente anche con i passeggini e chiusa al traffico privato dopo il parcheggio. Prenotazione fortemente consigliata nei weekend e in agosto.

Agritur El Mas: il km zero sopra Moena
In posizione sopraelevata rispetto al centro di Moena, l’Agritur El Mas propone piatti locali e cucina a km zero in un maso con ristorante tutto in legno, moderno e pulito, con una finestra interna che affaccia direttamente sulla stalla. L’azienda agricola è attiva — si mangia quello che viene allevato e coltivato nel posto in cui si è seduti, con gli animali a pochi metri.
Raggiungibile a piedi da Moena in venti minuti o in auto. È anche uno dei punti di sosta naturali lungo la passeggiata verso Soraga — chi lo scopre tende a tornarci.
Ciampedie: quota 2.000 metri con la funivia da Vigo di Fassa
Per pranzare in quota senza affrontare un sentiero, la funivia di Vigo di Fassa — dieci minuti da Moena in auto — porta al pianoro del Ciampedie a 2.000 metri.
Ciampedie significa “Campo di Dio”: la vista a 360 gradi sulle cime dolomitiche è spettacolare in ogni stagione. All’arrivo della funivia si trovano diversi rifugi, tra cui il Rifugio Negritella — molto curato nei dettagli — e la Baita Checco.
Dal Ciampedie partono sentieri verso le Torri del Vajolet e il Catinaccio — chi vuole può pranzare e poi camminare nel pomeriggio verso uno degli scenari più iconici delle Dolomiti.
InAlto Alfio Ghezzi Dolomites: cucina stellata a 2.514 metri sul Col Margherita
Sul Col Margherita, all’arrivo della funivia dal Passo San Pellegrino, il Rifugio InAlto ha cambiato registro dall’inverno 2022: la cucina è stata affidata allo chef trentino Alfio Ghezzi — stella Michelin con il suo ristorante Senso Mart a Rovereto — che ha firmato il progetto InAlto Alfio Ghezzi Dolomites, il primo rifugio alpino della zona a portare l’impronta di un cuoco stellato.
La filosofia che Ghezzi porta in quota ha una logica precisa. Come ha dichiarato lo chef: “Cucinare a 2.500 metri esige il senso del limite, indispensabile per offrire una cucina condivisa con il paesaggio e con le buone pratiche alimentari. Piatti pensati e cucinati con responsabilità, rispettando le stagioni e la filiera corta.”
In estate il rifugio propone un’offerta che copre l’intera giornata — dalla colazione al pranzo all’aperitivo — incluso il Peak-Nic: un cestino da picnic da gustare all’aperto sulla cima del Col Margherita, con primo, secondo e dolce firmati Ghezzi, su una coperta stesa al punto più alto della montagna.
La cantina, curata dal restaurant manager Marco Donazzolo, privilegia viticoltori artigiani, birre locali e distillati della tradizione alpina italiana. Raggiungibile in cinque minuti con la funivia dal Passo San Pellegrino, aperto anche d’estate con possibilità di accesso a piedi o in e-MTB con punti di ricarica in loco.
Indicazioni pratiche per organizzarsi bene
Prenotazione: Malga Panna richiede prenotazione sempre. Rifugio Fuciade è fortemente consigliato nei weekend e in agosto. Le altre strutture di solito accettano senza, ma nei periodi di punta vale la pena chiamare il giorno prima.
Orari: la cucina in quota chiude tra le 14 e le 14.30 nella maggior parte dei rifugi. Chi arriva dopo le 13.30 trova spesso la cucina parzialmente chiusa. Per una merenda — torta e vista — gli orari sono molto più flessibili.
Cosa ordinare: i canederli in brodo sono il parametro di riferimento. Se sono buoni, il resto lo è di solito altrettanto. Le zuppe di orzo e le minestre di farro reggono bene agli sbalzi di temperatura tipici del pranzo all’aperto in quota.
La cena rimane al Cavalletto: lo chef Lele lavora ogni sera su ingredienti del territorio, cucina ladina e trentina con quella cura che si riconosce al primo assaggio. Il pranzo fuori serve a esplorare la valle; la sera si rientra.
La guida in sintesi
| Struttura | Quota | Come si raggiunge | Specialità |
| Malga Panna | 1.400 m | A piedi da Sorte (10 min da Moena) | Cucina d’autore, Stella Michelin dal 1993 |
| Malga Peniola | 1.400 m | A piedi o in auto da Moena | Cucina di malga tradizionale |
| Agritur El Mas | ~1.250 m | A piedi (20 min) o in auto | Km zero, vista su Moena |
| Rifugio Fuciade | 1.972 m | 45 min a piedi dal Passo San Pellegrino | Cucina ladina ricercata, dolci fatti in casa |
| Ciampedie | 2.000 m | Funivia da Vigo di Fassa | Vista 360°, Rifugio Negritella e Baita Checco |
| | InAlto Alfio Ghezzi Dolomites | 2.514 m | Funivia dal Passo San Pellegrino (5 min) | Cucina stellata, Peak-Nic in quota, aperitivo panoramico |
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